Lei, come abbiamo visto nel capitolo precedente, aveva ritrovato la calma solo dopo quello sfogo memorabile che aveva definitivamente sciolto sia il groppo in gola che non andava né su né giù da mesi, sia la loro fragile relazione, ormai tenuta insieme con lo spago e col gatto dal quale nessuno dei due intendeva separarsi.
Lui allora prese le sue quattro cose, fra cui il quadro nel corridoio, la torcia vinta coi punti della benzina, due libri della biblioteca e soprattutto il suo (ultimo) regalo di compleanno, infilò le scarpe senza allacciarle e disse quello che potrete leggere nel prossimo (lunghissimo) capitolo.
Ecco, di questa storia ho scritto in forma definitiva solo questo raccordo tra le due scene madri: per il resto non so.

