Credevano fosse muto solo perché nessuno l’aveva mai sentito parlare.
Ogni sera recitava la sua parte al teatro dei mimi e poi, salutando con un cenno della mano, se ne tornava a casa su di una bicicletta tenuta insieme dalla ruggine.
I ragazzi del quartiere ridevano di lui perché era strano, perché era diverso, perché non era come loro. Una sera che avevano voglia sentirsi più amici e di scacciare la noia lo presero a sassate.
Fu costretto ad andarsene, lo costrinsero i vicini a furia di silenzio, a nessuno piaceva vederlo e ricordare l’infamia dei propri figli.
Partì una notte, con poco bagaglio e nessuna destinazione conosciuta.
Si fermò un momento in cima al ponte, restio a fare il passo successivo; la poca gente uscita in strada per esprimergli un silenzio scarico di solidarietà vide attraverso il suo corpo la falce brillante della luna.
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Nessuno in ascolto
Postato in ostracismi il giorno 9 ottobre 2009 | 1 Commento »

