Werther e Vera Felicità hanno tre figlie: Alba, Rugiada e Nuvola.
Se il martedì mattina sentite qualcosa che assomiglia al verso di mille rondini che risalgono un arcobaleno, non stupitevi, sono loro che ridono.
Non potrebbe che essere così il giorno della settimana in cui, finalmente, ricomincia la scuola.
Alle nove in punto una ventina di giovani di ogni età accorre senza fretta a prendere il proprio posto in classe; l’orario infatti prevede per prima cosa un intervallo. Breve però.
Alla scuola del Circo della Famiglia Felicità gli insegnanti sono rigorosamente volontari: nessuno può nemmeno pensare lontanamente di farlo come lavoro, insegnare è un privilegio. Tuttavia Werther Felicità insiste perché chi riversa nel proprio compito tanto entusiasmo accetti un compenso: li ripaga del tempo nel quale desiderano, immaginano e sognano per essere sempre all’altezza della propria vocazione.
Werther ogni mattina si piazza sulla porta del carro scuola e chi non entra con il suo miglior sorriso viene mandato a giocare o a passeggiare o a occuparsi di qualcosa di meno faticoso, finché non torna dell’umore adatto a una scuola. Soprattutto gli insegnanti.
Del resto insegnare alla scuola del Circo della Famiglia Felicità è una delle occupazioni più gratificanti del mondo, perché le materie che si insegnano sono quelle che fanno innamorare allo studio qualunque studente. Alba è la più portata per Numeri Immaginari, la materia preferita da tutti. La maggiore delle figlie di Werther e Vera riesce a contare fino a un fantameravigliosone. Rugiada invece, quella di mezzo, eccelle in Fisica Sentimentale, e già al primo anno riusciva a calcolare a mente l’energia sviluppata da un sorriso, dall’affetto e dall’amore. Nuvola, la piccola e volitiva Nuvola, si è rivelata bimba prodigio e, nonostante sia al primo anno, ha già completato per intero il suo programma quinquennale, ripreso ogni volta dall’inizio per riassaporare il piacere dell’intero corso di studi.
Tutto sa, Nuvola, tranne il contenuto dell’ultimo capitolo del libro dell’ultima materia dell’ultimo anno, mantenuto in programma per prudenza, ma che mai si è dovuto insegnare a chicchessia, nella scuola del Circo della Famiglia Felicità: come si calcola il peso specifico di una delusione.
Il Circo della Famiglia Felicità 06 – La scuola Felicità
6 agosto 2010 di maurogasparini


Il tuo arrivo a a Firenze in luglio mi è proprio sfuggito. Mi spiace davvero. Sarei venuto volentieri a salutarti e a conoscerti personalmente.
Ciao Mauro
come va?
E’ davvero tanto che non passo da queste parti – in realtà scrivo e leggo in rete quasi solo su Facebook -, ma ho scritto un romanzo di fantapolitica e volevo farlo sapere anche ai lungamente trascurati amici blogger.
S’intitola “Porcilandia” e al link che segue ci sono il primo capitolo e le istruzioni per un eventuale acquisto:
http://ilviziodellamemoria.splinder.com/post/23122241/porcilandia-la-vera-storia-di-sua-innocenza
Un abbraccio,
Sebastiano
Torno a rileggere con grande piacere, perché questo dolcissimo mondo rovesciato contiene un’idea di scuola (e di umanità) gioiosa, fatta del tessuto delle passioni e dei sogni. Abitabili.
(Grazie)
z.
Bello bello, è stato un momentO di respiro.