Antongiulio Strepidoni era uomo di piacente aspetto e intensità d’espressione; quando puntava una preda, la poveretta ne veniva talmente affascinata che non sapeva mai dire quando avesse ceduto né come si fosse poi ritrovata all’improvviso nel di lui letto, sprofondata nell’impronta lasciata da infinite schiene prima della sua.
Così era Antongiulio Strepidoni, dall’occhio orgasmico, dotato come pochi, sera dopo sera, anno dopo anno, prigioniero della sua missione, ostaggio inconsapevole della propria insondabile superficialità.
Una sola volta rischiò d’innamorarsi, una sola in tutta la vita: forse era amore, amore vero, ma la ragazza cieca non lo seppe mai.
E Antongiulio pensò che anche i proverbi possono sbagliare.
L’amore cieco di Antongiulio Strepidoni
18 gennaio 2010 di maurogasparini
