Come quando prendi la mira e con l’occhio buono allinei sguardo braccio mano sasso e bersaglio e trattieni il respiro e sei più concentrato di Arjuna che tende Gandishiva e all’ultimo frusti l’aria con un gesto plastico olimpico esteticamente ineccepibile mentre la tua selce disobbedendo a tutte le regole della fisica moderna che vuole che il proiettile da te lanciato percorra con moto rettilineo lo spazio calcolato segue invece tuo malgrado una delle infinite linee che stanno nella tridimensione che hai davanti assumendo una rotta curvilinea e irripetibile che coglie via via che i tuoi tentativi si fanno più nervosi e iracondi cani gatti suore bambini vecchi finestre specchi tombini fontane ciclisti becchini cantanti grondaie sposi spose santi in processione e signorine in professione tutti tranne l’oggetto del tuo lancio ponderato che rimane lì a farsi beffe di te e della tua rabbia montante finché senti che è l’ora di smettere di calcolare il difetto di rotta l’incidenza dell’angolo la resistenza del mezzo e gradualmente accade il miracolo perché il gesto diviene puro il bersaglio dimenticato il godimento assoluto e gratuito così come dovrebbe essere ogni creazione per atto d’amore ogni storia capace di fendere il tempo e la memoria senza destinatari senza occultamenti senza ombelichi da compiacere completamente assolutamente e felicemente libera libera di essere e di andare così che può anche capitare senza preavviso alcuno che tu arrivi dove la volontà non basta dove nulla può il tuo destino pigro dove conta solo la musica e finalmente tu colpisca la luna.

oh!
Per il destino pigro serve l’accademia della crusca.
P.S. Notevole. Come sempre.
già…
esatto, dove conta solo la musica, e si arriva a colpire la luna.
Perfetto.
elegante
clap! clap! clap!
a momenti restavo soffocata, in preda a un’insufficienza respiratoria.
ma non doveva essere un fatto zen?
La luna o la fortuna?
Leggo in ritardo (per destino pigro?) e sento che un rimbalzo del sasso ha prodotto e inviato una scheggia laterale fin qui. Touché