C’era una volta (una volta che è proprio oggi) una bambina che non aveva ancora il nome di Cappuccetto Rosso. Questa deliziosa bambina viveva nei pressi del villaggio di Nampula in Mozambico, ed era buona, dolce, disponibile, ma un po’ disubbidiente. Un giorno la sua mamma la chiamò e le disse di portare alla nonna malata un cestino con delle provviste.
Il libro in cui è scritta la favola che state leggendo, stava sulle ginocchia di Marjan, una bella bambina albanese cui un giorno la mamma chiese di portare alla nonna malata un cestino con delle provviste. A Marjan non piaceva andare dalla nonna, era troppo giovane per essere una nonna… così preferì ignorare gli ordini della madre e rituffarsi nella storia della bambina che non aveva ancora il nome di Cappuccetto Rosso.
La madre nella favola fece molte raccomandazioni alla sua piccola affinché non si discostasse dal sentiero che attraversava la giungla, ma furono del tutto inutili: la bambina s’inoltrò per sentieri ad altri ignoti e per quella via giunse sana e salva a casa della nonna in men che non si dica. Purtroppo per la nonna non c’era niente da fare, capita quando la vita media arriva di poco sopra i quarant’anni… in compenso ad attenderla c’era il signor Wolfschlecht con indosso un curioso vestito.
«che strano cappello che ha signor Wolfschlecht» disse la bambina che non aveva ancora il nome di Cappuccetto Rosso
«è per non perdere capelli bambina mia» rispose l’uomo
«e che strani occhiali che ha signor Wolfschlecht» continuò la piccola
«sono per vederti meglio bambina mia»
«e che strana mascherina che ha signor Wolfschlecht»
«è per non alitarti addosso bambina mia»
«e che bisturi affilato che ha signor Wolfschlecht»
«è per tagliarti meglio!» e così dicendo si avventò sulla bambina.
Marjan chiuse il libro non potendo più resistere ai richiami della madre che ormai era passata alle minacce. Qualunque cosa purché lei arrivasse in orario dalla nonna… la bambina si avviò con passo stanco verso la sua meta. Come spesso accadeva la nonna era seduta sugli scalini ad aspettarla. Appena la vide gettò la sigaretta e senza alzarsi le fece cenno di entrare. In casa c’era il signor Lep-kradljvac.
«ma che belle scarpe che hai, bambina mia» disse sfilando i sandali rossi di gomma dai piedi di Marjan
«servono a non tagliarmi i piedi per strada signor Lep-kradljvac» rispose
«e che bella maglietta rosa che hai, bambina mia» disse l’uomo sfilandogliela
«serve a coprire i miei giovani seni signor Lep-kradljvac » disse Marjan ripetendo il copione che le era stato fatto imparare a suon di schiaffi da quella nonna troppo giovane.
«e che…
Ma i pensieri di Marjan già volavano lontani, tornavano sull’amata favola della bambina che non aveva ancora il nome di Cappuccetto Rosso. Una bambina tanto sfortunata che nessun cacciatore avrebbe potuto salvare dalla pancia del lupo cattivo, perché solo il suo cuore, i suoi reni e le sue cornee erano finiti dentro a qualcuno, mentre il resto di lei era stato abbandonato nella giungla. Marjan chiuse gli occhi e pensò che se una mamma è una mamma non manda la figlia sola nel bosco e nemmeno a casa di una nonna troppo giovane. Eppure si consolava pensando che proprio in quel momento c’era nell’Africa lontana una bambina che avrebbe risposto con sollievo alle domande del signor Lep-kradljvac, detto il lupo.
fine


[...] Leggi il racconto mentre ascolti [...]
Storie così distanti da essere vicinissime
AFFILATI ASCOLTI
…uno scordato poetico,
pesante è il deserto quando ti incoroni
e leggera è l’aria quando ti incontri…
Su di un granello d’amnesia
ritrovai l’apparizione del sole scaldato
ed ansimato dall’oboe ricorrente-
Adagiai
le cotte sembianze
di un movimento d’addio-
Imbucai
preavvisi anonimi
con oasi del non ritorno-
Sdoppiai
le sette meraviglie
in dune dimenticate-
Scheggiai
opere estinte su concerti
di gracili sconcerti-
Impugnai
cinque sensi profusi per te…
infusi nel tè-
Salii
sul soffio dell’aria infuocata
e dissetata dai quattro venti-
Tremai
per le tre “grazie” ritrovate
in una “gioconda” meditazione-
Suonai
in un’ancia
per due anime occupanti-
Terminai benedetto
e abbracciato da carovane
di affilati ascolti…
incolonnati e appiedati-
Su di un granello d’amnesia
in un granello
privo del suo cammello
ritrovai l’apparizione del sole scordato
da un vuoto calpestato
e abitato…
Per antico dispèro-
Di Maurizio Spagna
Si è consacrato
Il Rotoversi.com
La cultura poetica in linea con la vita…
Verso i nostri sogni riversi ma scritti per sempre-
Un raccoglitore di poesia on line-
Maurizio Spagna
http://www.ilrotoversi.com
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L’ideatore
Scrittore e Poeta-